La Madonna di Roio

Bollettino bimestrale della Parrocchia di S. Maria della Croce
Poggio di Roio - L'Aquila

2^ Maxi-Staffetta della Transumanza
TRANSUMANZA: IL PERCHE' DI UN SUCCESSO.

di Carlo Frutti

Che la Transumanza, intesa come complesso delle manifestazioni programmate per la rivalutazione del patrimonio artìstico, culturale e di tradizioni legato al secolare fenomeno pastorale, abbia raggiunto un così ampio consenso non ce lo saremmo di certo aspettati quando, alla fine del 1979, maturò l'idea di tale iniziativa.

Il mio passato di rugbysta nazionale ed un profondo amore per lo sport, uniti al ricordo di un nonno pastore transumante, che aveva arricchito con i racconti di greggi e tratturi la mia infanzia, mi fecero pensare di riscoprire e portare all'attenzione della popolazione a-bruzzese il suggestivo mondo del pastore transumante, le abitudini di vita, le fatiche, i sudori, le privazioni.

A ciò si aggiungeva la presenza a Rojo del santuario della Madonna della Croce, legato alla storia di una apparizione in terra di Puglia ad un pastore, al trasporto di una statua lignea a dorso di mula su un tratture.

Per me ed i componenti del gruppo sportivo Pool Sporting erre, ancora non consci pienamente del mondo che si celava dietro un fenomeno millenario, fu quasi immediato e folle per alcuni, pensare ad una staffetta di atleti che ripercorresse idealmente il tracciato degli antichi tratturi.

L'immediata adesione delle Municipalità, delle Province e delle forze culturali di Foggia e L'Aquila nonché dei molti Comuni interessati dalla manifestazione fece subito capire che il fenomeno che si voleva riscoprire era la essenza delle popolazioni di tre Regioni, Abruzzo, Molise e Puglia.

Riscoprivano una identità culturale, una affinità di tradizioni che non potevano non seguire a secoli di intensi rapporti.

Nasceva la Maxistaffetta della Transumanza, che ripercorrendo idealmente il tratture L'Aquila-Foggia vide numerosi atleti abruzzesi trasportare una fiaccola attraverso molte località delle tre Regioni. L'accoglienza della gente ci diede subito l'immagine di cosa la Transumanza avesse rappresentato, di come il suo ricordo fosse ancora vivo.

Superata questa prima fase di ingenuo stupore ed avvalendoci della collaborazione, dei qualificati consigli e del pieno sostegno a L'Aquila del Dott. Walter Capezzali prima e del Prof. Alessandro Clementi poi, ed a Foggia del Dott. Franco Galasso, del Dott. Geppe Inserra e del Dott. Antonio Vitulli, siamo passati ad una analisi più scientifica e ad una finalizzazione delle nostra iniziativa.


“ Era ormai chiaro che la Civiltà del Tratturo doveva interessare tutti, e non soltanto per quanto di istruttivo ed illuminante può derivare da una attenta riflessione sulla vita stessa dell'ambiente pastorale della Transumanza, soprattutto per gli effetti indotti da tale attività nel mondo circostante: dagli impulsi ad una economia di tipo particolare e di solido impianto, al sorgere di tradizioni di carattere religioso e folklorico, ai riflessi avuti nello sviluppo dei centri abitati, nel sorgere di monumenti e templi, nella promozione dell'arte e della cultura in genere.

E questa civiltà del tratture può essere tetta chiaramente ancora oggi nelle regioni indelebilmente e nitidamente segnate dal perìodico, rituale, impressionanate movimento della Transumanza, da quello stagionale scendere e salire che le greggi compivano due volte l'anno dai pascoli montani d'Abruzzo alte smisurate pianure Pugliesi. Un segno rimasto non soltanto lungo quella fascia di terra marcata dal passaggio di milioni di pecore attraverso centinaia di anni; un segno rimasto nelle tradizioni locali, come nelle pietre e nelle cose dì un mondo che viveva strettamente connesso a quello scendere e salire.

È appena il caso di ricordare come questa "strada delle pecore" abbia precorso le famose vie consolari romane; taluni itinerari e di-ramazioni del sistema di viabilità realizzato da Roma si sono letteralmente appoggiati sui Tratturi esistenti.” (Walter Capezzali)

Quasi ventuno secoli di storia documentata, dunque, per la Transumanza e per i Tratturì: ce n'è d'avanzo per giustificare una sufficiente conoscenza da parte di tutti i componenti del consorzio sociale, stimolando la curiosità e l'interesse dei giovani, ed è ciò che ha fatto la Maxistaffetta.

Non a caso gli allora Ministeri della Cassa del Mezzogiorno, dei Beni Culturali e del Turismo previdero di valorizzare gli Itinerari della Transumanza con una apposita legge sugli itinerari turistico-culturali.

Quanto detto potrebbe apparire solo oleografico se trascurassimo di accennare all'aspetto più drammatico della Transumanza: il problema delle condizioni di vita e di lavoro dei pastori.
Il lavoro era svolto in condizioni di estremo disagio, di rischio, lavoro duro e sofferto, con pochi momenti di benessere e sicurezza, e molti tormenti quotidiani: dal lungo viaggio, al rischio di malattie per uomini ed animali, al perìcolo dei briganti, dal rigore della ge-rarchia pastorale alle condizioni di vita primitive, alia lontananza di oltre nove mesi dalla famiglia.
Il Pastore protagonista, quindi dell'epopea della Transumanza, distintosi per il sacrificio ed artefice di un indotto artigianale pregevolissimo, dall'arte del legno, alla conciatura, alla caseificazione etc.: attività artigianali ed industriali specifiche delle nostre terre e da recuperare. Queste le motivazioni e lo spirito della Maxistaffetta.

E ci sono state dal 1981 sette edizioni che si sono, di anno in anno, arricchite con partecipazioni prestigiose di atleti di tutta Italia; e nel 1983 una giornata di festa e di incontro è stata dedicata ai patori transumanti superstiti ed antichi testimoni del fenomeno.

La soddisfazione per la festa a loro dedicata, l'attestato di Pastore Transumante sottoscritto dalle Autorità Aquilane di Provincia e Comune ed a loro consegnato, la prestigiosa presenza del Card. Carlo Gonfalonieri, Decano del Sacro Collegio, e soprattutto le due consecutive Medaglie d'Argento della Presidenza della Repubblica che il Presidente Pertini ha voluto assegnare alla manifestazione ed ai pastori, hanno dato a questi uomini, che per tutta la vita sono vissuti nella vergogna della loro condizione, un giorno di gloria, ma soprattutto la coscienza che il loro sacrificio, quello dei loro padri ha costituito la base dell'Abruzzo di oggi e per questo ne debbono essere orgogliosi.

Superato il momento in cui occorreva con clamore stimolare la gente e gli Amministratori a superare la "repulsione" per quanto venisse dalla pecora, per la ignoranza di molti dell'essenzialità del fenomeno transumante nella cultura d'Abruzzo, Molise e Puglia, si è ben pensato di passare ad una programmazione più organica e finalizzata delle iniziative denominate TRANSUMANZA.

È sorta per questo, a proseguire l'attività del Pool Sporting erre, l'ASSOCIAZIONE CULTURALE PER LA STORIA DELLA CIVILTÀ' DELLA TRANSUMANZA, per iniziativa dèi Rettore dell'Università dell'Aquila, del Presidente della Provincia dell'Aquila, del Sindaco dell'Aquila e di personalità del mondo accademico e della culturale delle tre regioni, al fine di promuovere attraverso pubblicazioni, convegni, attività e manifestazioni varie, la conoscenza dei rapporti storici, culturali, economici e sociali tra Abruzzo, Molise e Puglia, stabilitìsi nei vari settori sociali in virtù della Transumanza.

L'ampia adesione all'Associazione ed il programma proposto testimoniano la validità del discorso da anni intrapreso ed ora più qualificatamente proseguito. L'adesione alle iniziative di Foggia, con Comune, Provincia ed Ente Fiera, dei Comuni, delle Provincie tra Abruzzo, Molise e Puglie, confortano anche se l'impegno assunto è notevole.

La possibilità che la nostra Associazione Culturale offre finalmente, di coordinare e riunire i numerosi studi che ovunque sono portati avanti sul fenomeno transumante nell'Italia Meridionale, poiché la comparazione con identici fenomeni pastorali diffusi un po' dovunque nel mondo là dove esiste l'impossibilità di avere pascoli per tutto l'anno (es. la Spagna con le Mesetas, la Francia meridionale, l'Inghilterra, la Svizzera ed i Paesi dell'Est dei Balcani e degli Urali, il Marocco, il Cile delle Ànde ecc.), ; e le campagne di scavo nel centro meridionale alla ricerca delle città nate per la difesa dei tratturi, hanno favorito la massima disponibilità a collaborare da parte dei migliori studiosi del fenomeno in Italia ed in Europa.

Per questo, ci siamo affidati ad un Comitato Scientifico di notevole valore composto dai Proff.: Mario Del Treppo, Emilie Gabba, Raoul Manselli, Marinella Pasquinucci, Francesco Sabatini, Paolo Sommella, per la realizzazione di quattro giornate di studio che facessero il punto sulle conoscenze acquisite in alcuni settori della transumanza.

E subito sono pervenute importanti adesioni all'iniziativa ed al convegno, dai francesi Pierre Toubert, Sorbonne de Pare, che studia da anni la comparazione tra la transumanza meridionale italiana e quella spagnola, J.P. Marie Viguer, dell' Ecole Francaise de Rome, gli inglesi Graeme Barker e Chris Wicham, il belga Van Wonterghem, il gota degli storici europei e gli italiani Proff.: Cassandre, Torelli, Ortolani, Fondi, De Cicco, Mattiocco, Eabbricotti, Stopponi, Givigliano, De Benedittis.

È per questo che la festa della Transumanza si è potenziata ed arricchita di contenuti divulgativi quali la ricostruzione storica di un antico stazzo pastorale, l'esposizione dell'artigianato collegato alla pastorizia e dei prodotti alimentari tipici, la degustazione del cibo del pastore, nonché di una vera e propria festa con i pastori e per i pastori che nell'amenità dell'incontro possa tener vivo il ricordo e stimolare la curiosità alla conoscenza in quantità sempre crescente di gente, troppo spesso attratta dalla cultura texana dei cow-boy televisivi e ripugnante quella transumante dei nostri pastori.

E la staffetta, infine, ha ripercorso il tratturo delle zone interne da L'Aquila attraverso Sulmona, Campobasso fino a Foggia. Significative le partenze - prologo da Rieti e Avezzano in quanto capoluoghi di territori, quali i monti del Terminillo e della Sabina, la Marsica, punti da cui partivano i nostri pastori nella loro marcia verso il Tavoliere e nei quali meglio si conserva il marchio della transumanza.

In definitiva Transumanza da sempre ha significato Abruzzo, Molise, Puglia, zone interne e la convinzione che questa presa di coscienza serva a meglio far apprezzare quanto da questa tradizione deriva.

Carlo Frutti